Mario Vespasiani

L’arte di Mario Vespasiani si rivolge al mistero primordiale delle cose che, anche grazie ad una raffinatezza formale capace di spaziare in stili e tecniche, fa riferimento ad una rara attitudine per un autore contemporaneo di tendere verso un sentire spirituale; difatti la chiave di lettura delle sue opere si potrebbe paragonare all’interpretazione delle icone orientali (ritenute messaggi provenienti dall’eternità) intese come porte aperte a tutti coloro capaci di coglierne l’essenza. Senza l’obbligo di un filtro critico comune, conduce i suoi spettatori ai bordi del mondo conosciuto dove vivere, non una passività inerme, bensì uno scenario nel quale meditare ed interagire.

Per tale motivo predilige esporre in luoghi non usuali e in contesti che esulano dal circuito mainstream. Le atmosfere dei suoi dipinti inducono a penetrare l’universo che ci circonda, attraverso l’utilizzo di pochissimi ma essenziali elementi. L’arte di Vespasiani è dunque da considerarsi principalmente evocativa, prima che iconografica (significato delle immagini) o iconologica (ragione della scelta di quelle particolari immagini) e proprio in quel “rapimento” esiste la possibilità di partecipazione che porta a vagare nella memoria in una mappa scandita da tappe precise: silenzio, mistero, contemplazione.

Nel raffigurare grandiosi paesaggi, opere astratte o piccoli oggetti l’autore si focalizza nei segni essenziali, nel tocchi di colori e negli ideogrammi di un quotidiano che si racconta in poesia: fa proprie parole-immagini ben radicate e versi sopiti per richiamare con rinnovata grazia, la gesta ancestrali e geografie sommerse.

Mario Vespasiani nasce nel 1978 vive e lavora nelle Marche e nei luoghi che meglio si prestano a sviluppare i suoi progetti. E’ uno dei talenti della pittura italiana, con una ricerca che si dedica allo studio delle luminosità del colore e ai tempi di apparizione del soggetto nello spazio.

Le sue opere adottano un linguaggio simbolico e la sua pittura parla di un più complesso itinerario dell’anima, incentrandosi sul profondo mistero della creazione e sulla trasmissione del linguaggio dello spirito. Nel 2008 a dieci anni dalla prima personale realizza la mostra che avvia il progetto denominato “La quarta dimensione” attraverso il quale propone un dialogo con alcuni grandi maestri dell’arte italiana a lui particolarmente vicini in un determinato momento della ricerca.

Il primo avvenne nel 2008 con Mario Schifano, nel 2010, le sue opere si affiancarono all’astrattismo lirico di Osvaldo Licini e nel 2012 in tre chiese con i capolavori di Lorenzo Lotto. Con la mostra Gemine Muse espone giovanissimo ai Musei Capitolini di Roma, a 27 anni ha vinto il primo Premio Pagine Bianche d’Autore, nel 2011 viene invitato al Padiglione Italia della 45° Biennale di Venezia. Dal 1998 sono circa trenta le mostre personali documentate con volumi prodotti in serie limitata, arricchiti da testi critici, interviste e da testimonianze trasversali.

Contemporaneamente alla pittura, studia fotografia con Ferdinando Scianna e cinema con Lech Majewski. Del suo lavoro se ne sono occupati oltre agli storici e ai critici d’arte, anche filosofi, scrittori, antropologi e teologi.

“Ogni volta che guardiamo qualcosa, in parte ci facciamo autori di quella stessa cosa, che dall’altro lato lascia un segno in noi più o meno profondo.
Perciò bisogna fare attenzione a ciò che si osserva – per non essere feriti da ciò che anche se superficiale e apparente è ben affilato e prepotente – per rivolgerci con tutto il nostro animo verso le cose essenziali, ultime.
Specie chi crea quotidianamente dovrebbe tenere sempre in mente che esiste davvero solo ciò che esiste immutabilmente.”

Sito web: studiovespasiani.blogspot.it
Sito web: mariovespasiani.blogspot.it

Date: 2 gennaio 2015

Categories: Collaborazioni