Gianluca Cosci

Nel corso della mia carriera artistica mi sono spesso interessato al concetto di censura sia in senso stretto che metaforico. La censura, intesa come limite – visivo e fisico – nella nostra vita quotidiana, non è altro che l’espressione di strutture di potere.

Ma queste limitazioni possono anche essere immateriali e presenti in ambito artistico: l’(auto)censura diviene così inevitabile conseguenza del processo fruitivo, dove l’arte spesso è percepita e strumentalizzata come mezzo di propaganda che può essere utilizzato e manipolato a piacimento in base a specifiche finalità (ad esempio, per ostentare prestigio socio-culturale, orgoglio nazionale, speculazione economica, ecc.).

La mia pratica artistica (di natura eclettica, basata sulla fotografia e la pittura) si sta ultimamente indirizzando verso l’intervento pittorico su opere del passato, dove la mia azione “irrevocabile” vuole ricalcare la stessa brutalità censoria della logica della supremazia economica. Il mio approccio a questi dipinti è teso a instaurare con loro un rapporto dialettico.

L’opera “trovata” diventa dunque un palinsesto per la costruzione di nuove strutture visive, attraverso la modifica irreversibile dell’opera d’arte originale, che diventa vittima o “partner forzato” di un’azione artistica unilaterale.

“Alla domanda se l’arte debba intervenire o no negli avvenimenti politici risponderò così. In tutte le società ci dovrebbero essere attività artistiche di ogni tipo se esse vogliono essere definite “di valore”. Dal decoratore in una manifattura di porcellana all’agitatore convinto ci dovrebbe essere uno spazio libero. Comunque credo che ci siano tempi in cui l’artista debba piuttosto mirare al secondo modo d’espressione. Anche se egli consapevolmente non vuole allontanarsi dai suoi contenuti estetici, dovrebbe almeno intervenire con prese di posizione verbali là dove l’esistenza degli uomini viene minacciata da despoti. L’uomo non può esistere né senza la lotta contro l’ingiustizia né senza le belle arti.”

Günter Brus
In: Arte Austriaca 1960 – 1984, a cura di Peter Weiermair (Galleria Comunale d’arte Moderna, Bologna, 1984)

Date: 26 gennaio 2015

Categories: Collaborazioni